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Arrivo ad Abidjan

Arrivo ad Abidjan

Arrivo ad Abidjan

Cari amici,

come promesso sono qui ad aggiornarvi della mia nuova sortita in Costa d’Avorio.

Dopo il viaggio con lo scalo ad Istanbul con Turkish Airways (a proposito: ne approfitto per salutare e ringraziare il buon Lorenzo che con la sua Agenzia mi ha seguito sin dalla mia prima decisione di acquistare il biglietto: se avete intenzione di viaggiare tranquilli e non avere problemi contattatelo!) sono sbarcato ad Abidjan alle 21 dell’8 Agosto.

Ad accogliermi, come sempre, il mio caro amico Abramo. Arrivato a casa sua la prima sorpresa: visto che in questo momento ha diversi ospiti ha pensato di prenotarmi un albergo che sta proprio a 500 metri da casa sua! Gli ho detto che non doveva disturbarsi, ma lui ha insistito e io allora ho accettato questo grande regalo.

L'Hotel Sunset a Yopougon

L’Hotel Sunset a Yopougon

L’hotel Sunset si trova nel quartiere di Yopougon e se avete intenzione di passare da queste parti può essere una buona alternativa agli alberghi sicuramente più costosi che si trovano nel quartiere Plateau. Come si dice: una sistemazione umile ma onesta, con tutto quello che serve per stare qualche giorno in città, ristorante compreso e possibilità di colazione all’europea. Io, ho avuto la fortuna di essere comunque ospite a casa di Abramo per tutti i pasti 😉

Nei giorni seguenti ho avuto modo di girare un po’ la città, in primo luogo per acquistare una SIM ivoriana, assolutamente utile per questo mese che mi attende. per la strada ho avuto modo di notare moltissime bandiere col tricolore, che mi hanno ricordato Falls Road a Belfast! 😉 Eh sì, perché la bandiera ivoriana ha gli stessi colori dell’Irlanda ma soltanto invertiti di posizione. Tutta questa esposizione di bandiere mi ha fatto percepire quanto in

Bandiere in strada per la Festa Nazionale del 7 Agosto

Bandiere in strada per la Festa Nazionale del 7 Agosto

questo paese ci sia bisogno di essere uniti, di tornare ad una unità nazionale dopo la guerra civile del 2011, e mi ha fatto piacere che questo sentimento fosse esplicitato da un tale dispiegamento di forze.

Durante questi primi giorni di soggiorno ho avuto modo di osservare la vita degli ivoriani, e in particolare della famiglia di Abramo. Quello che colpisce in questa foto di vita quotidiana e quanto la tecnologia sia arrivata anche qui: è sbagliato pensare che l’Africa sia solo foresta e villaggi, molte città ormai sono tecnologicamente avanzate e i mezzi a disposizione sono gli stessi che abbiamo noi in occidente. Quello che però salta agli occhi è quanto ancora l’influenza delle potenze coloniali sia ancora così forte in questa zona del mondo. In particolare la

Stralci di vita quotidiana ad Abidjan

Stralci di vita quotidiana ad Abidjan

Francia, con il suo modo di proporre usi e costumi e molto presente nella TV ivoriana… Un piccolo esempio: mi sono trovato a seguire le olimpiadi del Brasile, e l’unico modo per seguirle decentemente era di seguire i canali francesi, dove ovviamente si parlava quasi esclusivamente degli atleti francesi! Nessun riferimento alla Costa d’Avorio, a parte quando quell’atleta ha vinto la medaglia d’oro per il taekwondo!
Come se noi in Italia potessimo seguire soltanto quello che vincono i tedeschi alle Olimpiadi!
Questo vi può dare un quadro dell’influenza francese nella vita di tutti gli Ivoriani.

In questi giorni ho avuto modo anche di visitare la nuova farmacia di Abramo che finalmente è riuscito a prendere in gestione un’attività tutta sua! Bravo Abramo! La sua farmacia si trova nello stesso quartiere in cui vive e non deve meravigliare il fatto che abbia le sbarre alle finestre. In questa parte di mondo, infatti, la sicurezza non è garantita come da noi, vuoi per mancanza di mezzi da parte dell’autorità costituita, vuoi per la cultura. Attenzione però: per “cultura” non intendo dire che qui ci si rassegna ai delinquenti che ti

Un Bakà in transito davanti alla farmacia

Un Bakà in transito davanti alla farmacia

entrano in casa per rubare, e allora si mettono le inferriate, quanto piuttosto alla consapevolezza che se tu hai qualcosa di tuo sei tu che devi prendertene cura! E quindi devi essere tu a badare a te stesso, senza aspettare che il governo lo faccia per te…. E’ un discorso lungo e complesso, ma per il momento mi limiterò a fare questa riflessione: purtroppo a volte si ha la sensazione che la proprietà privata sia personale, ma la proprietà pubblica non appartenga a nessuno. Per questo motivo le strade o le piazze spesso sono lasciate a se stesse e la manutenzione da parte della comunità è vista quasi come uno spreco.

Arriva il giorno della partenza per Man. Il 14 Agosto mi reco presso l’aereoporto di Air Cote d’Ivoire… Non mi risulta nuovo e infatti è lo stesso che avevo già utilizzato nel 2012 per il mio primo viaggio verso il nord, soltanto che a quel tempo era aereoporto militare! Infatti nell’Agosto 2012 ancora non era sicuro viaggiare per strada perché qualche zona del nord era da poco stata liberata dai “ribelli”. Una di queste zone era proprio Man.
A quel tempo approfittai del volo messo a disposizione dalle Nazioni Unite per le organizzazioni Umanitarie ma adesso ero davanti ad uno scenario completamente rinnovato:

L'aereoporto privato di Air Cote d'Ivoire

L’aereoporto privato di Air Cote d’Ivoire

Appalti stranieri per il rilancio economico.

Appalti stranieri per il rilancio economico.

Aereomobile Air Cote d'Ivoire

Aereomobile Air Cote d’Ivoire

 

 

 

 

 

 

Tutti i locali erano nuovissimi, addirittura da qualche parte si stava ancora imbiancando. Successivamente ho potuto apprezzare la professionalità dell’equipaggio (Hostess e Stewards parlavano anche l’inglese, cosa piuttosto rara da queste parti), e la pulizia del velivolo. inoltre durante il viaggio mi è stato offerto un gustoso panino… Tutto compreso nel prezzo!

Quello che magari salta all’occhio è che la ditta che ha costruito i bus per il trasporto dei passeggeri in pista è tedesca, e che la stessa compagnia ha come Amministratore delegato un francese.
E allora qui bisogna domandarsi: siamo veramente di fronte ad un paese in grado di svilupparsi con le sole proprie forze?
Evidentemente no. Tuttavia non bisogna essere pessimisti: certo è che, come dicevo, la presenza straniera è massiccia, ma tale presenza garantisce comunque sviluppo e posti di lavoro… E’ veramente tutto così negativo?
Forse no… Ma forse bisognerebbe anche soffermarsi sul fatto che il vecchio presidente Gbagbo, sconfitto alle elezioni del 2010, è al momento detenuto presso le prigioni dell’Aia in attesa del giudizio della Corte Internazionale per “crimini contro l’umanità”, e che lo stesso Gbagbo, guarda caso, era stato il fautore di un ritorno all'”Ivorianità”, ovvero alla consapevolezza che la Costa d’Avorio dovesse essere gestita dagli Ivoriani e non dai vari ex-colonizzatori europei.

08_Gbagbo_MatteiAnche qui il discorso è lungo e complesso e quindi per affrontarlo ho acquistato un libro intervista dal titolo eloquente: “Laurent Gbagbo secondo Francois Mattei: per la verità e la giustizia”.
Ora, lungi da me da affermare che Gbagbo sia stato un santo, ci mancherebbe: certamente però è utile chiedersi come mai ogni volta che c’è una figura politica africana che tenta di affrancarsi dall’influenza straniera (vedi Sankara in Burkina Faso ma anche il controverso Gheddaffi in Libia), spunta fuori la “democrazia” francese che appoggia uomini che in pratica continuano ad assicurargli fedeltà e mansuetudine.

A questo proposito concludo con una barzelletta del mio amico Guy, focolarino originario del Benin che adesso vive a Man presso la Mariapoli Victoria:
Un americano, un francese e un africano parlano dell’efficienza del loro sistema elettorale:
“Noi in America, quando facciamo le elezioni siamo talmente forti che il giorno dopo abbiamo già i risultati!” – dice l’Americano.
“Ma va là! Questo è niente” replica il Francese “in Francia siamo così forti che se le elezioni si fanno la mattina i risultati li abbiamo già il pomeriggio!”
L’africano guarda i due e dopo una sonora risata dice: “Bah! Questo è niente! Noi in Africa sappiamo già chi vince PRIMA che si tengano le elezioni!”

E con questa amara risata vi do appuntamento al prossimo aggiornamento!

2 thoughts on “Arrivo ad Abidjan

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